Il salone da passerella, sotto le stelle di Pisa

Il 9 settembre 2026 il Giardino Scotto di Pisa si è acceso per Stelle in Giardino, la sfilata di Polimoda che porta in passerella i progetti di dodici giovani designer da tutto il mondo.

Il nostro team era lì. Non tra il pubblico, ma dietro le quinte, come hairstylist dell’evento.

Diciamo da sempre che Trillo è “il salone da passerella“a Parma. È il claim con cui ci presentiamo fin dal primo taglio.

Ma c’è differenza tra usare un’espressione come immagine e viverla per quello che è. Quella sera a Pisa, la differenza si è azzerata.

Cosa succede davvero dietro le quinte

Il backstage di una sfilata non è eleganza silenziosa. È velocità e adrenalina.

Dodici collezioni diverse devono uscire in passerella una dopo l’altra, ognuna con la propria identità da rispettare fino all’ultimo capello.

Una modella cambia look in pochi minuti. Un brief va letto al volo. Il risultato deve reggere sotto le luci, davanti a una giuria di addetti ai lavori.

È il contesto che mette alla prova le competenze che coltiviamo ogni giorno: precisione, adattabilità, capacità di leggere un viso in pochi secondi.

In salone questa capacità serve a una persona sola, con tutto il tempo necessario. In passerella serve alla visione di un designer, e lì non si sbaglia.

Un mondo che conosciamo, non che scopriamo

Per chi segue il percorso di Simone Tomasini, questa non è una novità isolata.

È la continuazione naturale di un legame con il mondo della moda che ha attraversato backstage di Fashion Week, palchi come quello di Sanremo, set fotografici e collaborazioni internazionali.

È da lì che nasce il metodo che portiamo ogni giorno in salone: tecniche e sensibilità dei contesti più esigenti del fashion system, applicate a ogni cliente sulla nostra poltrona.

Stelle in Giardino non è stata un’eccezione. È stata la conferma che quel filo tra passerella e salone è reale, ed è lo stesso da sempre.

Cosa portiamo a casa

Ogni volta che lavoriamo fuori dal salone, in un contesto fashion vero, torniamo con qualcosa che si sente: uno sguardo più affinato, una manualità più sicura, una fiducia rinnovata nel nostro metodo.

Sono le stesse mani, le stesse tecniche, la stessa cura. Solo temprate da un contesto che non perdona errori.

Ecco perché continuiamo a dire che Trillo è il salone da passerella. Non è solo un modo di raccontarci. È quello che facciamo.

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